Monza Partecipa







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Monza viene considerata una città a misura d’uomo, ma che si è ingrandita in breve tempo e il suo sviluppo non è stato accompagnato da un’espansione dei servizi. In primo luogo appare evidente una carenza a livello di organizzazione della mobilità. Questo aspetto rappresenta il punto più critico per i rispondenti, che riconoscono nel traffico la maggiore difficoltà della loro vita quotidiana. Nonostante la città venga considerata ancora a misura d’uomo, il livello di caoticità e disorganizzazione percepito è molto elevato. Il ruolo dell’amministrazione pubblica diventa proprio quello di regolarizzare e mettere ordine.

Nell’ambito dei trasporti pubblici Monza necessita di una riorganizzazione e di un ampliamento degli stessi per andare incontro alle necessità dei cittadini, che attualmente non dimostrano la disposizione a cambiare stile di mobilità. Dal loro punto di vista non ci sono per ora i requisiti necessari a sostituire l’automobile privata con il trasporto pubblico. D’altro canto la sensibilità verso l’ambiente e l’inquinamento atmosferico risulta elevata e le iniziative come le domeniche ecologiche vengono apprezzate molto.

La creazione di percorsi sicuri per i bambini o il trasporto scolastico collettivo, che il Comune ha promosso, piacciono, ma non convincono. Tali iniziative sono poco conosciute (buona parte dei partecipanti ai gruppi non ne era al corrente) e chi le utilizza ha espresso delle rimostranze. L’utilizzo di mezzi di trasporto alternativi, come la bicicletta, viene frenato dalla pericolosità e dall’inquinamento dovuti al traffico. In linea di massima i giovani si dimostrano molto più sensibili a questi temi e quelli maggiormente pronti a cambiare abitudini. 

In questo contesto si collocano le politiche che hanno l’obiettivo di rendere più accessibili i servizi urbani mediante una riorganizzazione degli orari al pubblico. Ovviamente ogni intervento dovrà essere adeguato alla tipologia dell’utenza. Sono due le proposte fatte ai partecipanti: la creazione di sportelli unici, che raggruppano più servizi, e la diversificazione degli orari. Il primo intervento non riscuote un particolare successo a causa del pregiudizio, ancora molto presente, che riguarda la scarsa capacità organizzativa e di cambiamento della pubblica amministrazione. Il timore è quello di dover fare file ancora più lunghe. Mentre la proposta di differenziare gli orari al pubblico è molto apprezzata e sembra una delle migliori proposte. Senza arrivare agli estremi dell’apertura notturna, piace l’idea di avere l’opportunità di sbrigare le pratiche dopo l’orario di lavoro o durante la pausa pranzo.

L’informatizzazione dei servizi, che è agli inizi, convince molto i giovani e viene considerata il futuro dell’amministrazione pubblica. Tra gli altri interventi che vanno incontro alle esigenze dei cittadini di diversificare i tempi c’è anche la pluralità degli orari scolastici e l’utilizzo degli edifici scolastici a fini diversi.

La banca del tempo, che a Monza è già stata istituita, non ha riscosso un grande successo tra i rispondenti. Questa iniziativa è risultata poco conosciuta, ma anche chi ne aveva sentito parlare critica il concetto di scambio economico insito nel nome. I partecipanti considerano sufficientemente appagante il volontariato per il solo piacere di farlo, senza nessun tornaconto.

In conclusione, dai focus group realizzati, è emersa con chiarezza, nei confronti del Comune, una richiesta di razionalizzazione in alcuni ambiti che incidono sulla gestione del tempo, in primis il traffico e gli uffici pubblici, ma si evinceanche la disponibilità dei cittadini a collaborare a un percorso di miglioramento dell’organizzazione dei tempi e dello spazio urbano, modificando i propri stili di vita in cambio di alternative efficaci.